UN RESTAURO URGENTE – L’affresco di Belisario Corenzio nella Chiesa della SS. Annunziata di Airola

Ricostruzione grafica del Prof. Lorenzo Di Fabrizio

Nella Chiesa della SS. Annunziata troviamo sul primo altare entrando a sinistra i resti del bellissimo affresco di Belisario Corenzio[1]. Resti pittorici venuti alla luce con la rimozione del quadro “La natività della Vergine” di Teodoro D’Errico, opera collocata oggi sulla parete destra dell’ufficio parrocchiale.

Durante i lavori di rimozione della tela di d’Errico nel 1992, per lavori di restauro, venne alla luce una pittura ad affresco con l’effige della Vergine col bambino e due Santi.

Nella parte superiore si vedono raffigurati una Madonna con Bambino e due angioletti nell’atto di porgere una corona sulla testa della Vergine. Al centro del dipinto è rappresentato parte di un fabbricato, forse una chiesa, con un campanile sulla destra. In basso sono raffigurati San Giovanni Battista (a sinistra) e San Pietro (a destra) [2].

Nonostante il manufatto ci sia pervenuto sfigurato, si presenta leggibile in tutte le sue parti. Il dipinto ritrovato ci da un’ulteriore conferma della continuità d’uso della chiesa e la presenza in zona dell’affreschista napoletano Belisario Corenzio che dipinse la chiesa e il grande abside costruito nel 1593. Con le modifiche effettuate nella seconda metà del XVII secolo, il ciclo di affreschi del Corenzio andarono perduti. Oggi l’unica traccia che possiamo decodificare in tutta la sua essenza è l’affresco della Madonna con il bambino che occupa lo specchio centrale dell’altare a sinistra di chi entra in chiesa.

La parte alta dell’affresco è dominata dall’immagine della Madonna con il bambino, mentre due angioletti incoronano la regina del cielo. Sulla sinistra si staglia la figura di Giovanni Battista, mentre sulla destra domina la figura di San Pietro. La parte bassa dell’affresco è centrata da un ben definito profilo di una chiesa a tre navate, con una torre campanaria quadrangolare di pure stile romanico. Le finestre dipinte sulla parete estrema della nave principale, sono identiche alle finestre monofore venute alla luce durante i lavori di ristrutturazione delle pareti esterne dell’Annunziata, dove appaiono, in tutta la loro classica eleganza con il restauro conservativo, sopra gli attuali finestroni. Le tinte tenui dei colori conferiscono una pacata atmosfera a tutto l’insieme compositivo e una senso contemplativo di sereno misticismo. Oltre al fatto artistico-religioso, il dipinto è una specie di reportage per una futura memoria[3].

L’affresco ha bisogno urgente di un’operazione di strappo, intervento necessario per evitare ulteriormente la caduta di intonaco e di pellicola pittorica.

Ettore RUGGIERO


[1] Belisario Corenzio, (1558 – Napoli1646?) è stato un pittore italiano trasferitosi in giovane età a Napoli, specializzato negli affreschi.

[2] G. Rivetti, “La Casa Santa dell’Annunziata di Airola”, Grafica3, Luzzano di Moiano (BN), 2015, p. 65.

[3] AA.VV., “Airola Caudinae Vallis Civitas una terra da riscoprire” Progetto PON – Arte e Storia,Tipografia Ciardiello&Leonardo, Airola, 2006, pp. 88,89.

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